"...Io appartengo al guerriero in cui la vecchia Via si è unita a quella nuova..."

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giovedì 14 luglio 2011

Sono andato a prendere un bel Thè nel Deserto...scusate per la prolungata assenza!

Ciao amici miei,

in queste ore di assenza prolungata e, per certi versi, anche un pò voluta mi sono regalato un bel Thè nel Deserto. Questo momento di pausa e di riflessione mi ha fatto capire tante cose e, a mente fredda, ho avuto modo di pensare pacatamente e giungere a conclusioni importanti.

Per prima cosa, voglio mandare a dire con forza alle "sirene" - che all'occorrenza si adoprano per ammaliare con il loro canto (non libero, in questi squallidi casi) Ulisse che lambisce le coste della loro isola deserta - che la nostra Itaca non si tocca e noi, orgogliosi come siamo, non fuggiamo miseramente da Essa soltanto perché i "proci si sarebbero voltati dall'altra parte". Chi fugge, chi non lotta, chi è vile e adotta comportamenti da vili - come nascondersi e non farsi vedere per paura dell'altrui giudizio - non merita la nostra stima, almeno la mia. Noi, orgogliosamente come gli "Argonauti", abbiamo fatto cantare il nostro Orfeo e il suo melodioso canto ha distratto le sirene e i proci in una rivisitazione moderna e metaforica della mitologica leggenda. Abbiamo scelto con dignità di restare legati all'albero maestro della nostra “Argo Navis” e, da poppa e prua, siamo rimasti fermi, abbiamo attraversato la tempesta e visto finalmente affogare proci e sirene ammaliatrici per la nausea loro provocata dalla nostra fredda indifferenza e dal nostro rinnovato sdegno.

Oggi veleggiamo fieri verso la nostra Itaca, la nostra "Terra promessa" sapendo che il Vello d'oro non lo troveremo lì. Ma che, allo stesso modo, quella è la nostra meta e dobbiamo ritornarci e presto. E credo che ben presto, molto presto, saremo nuovamente al comando di casa nostra.
Un'altra cosa che voglio condividere con gli amici ed i lavoratori che mi seguono attraverso il Blog mentecuorepassione è che la forza della squadra alla quale appartengo è appunto quella di essere una squadra e non l'espressione di un "solone di creta che si scioglie al primo sole di primavera". E queste, in definitiva, sono le armi che gli uomini veri utilizzano per superare i momenti difficili. E noi della "squadra" di momenti difficili ne abbiamo vissuti tanti insieme...anche quando qualcuno si è voltato fingendo di non accorgersi di noi!

In conclusione, abbandonando le metafore, la Uilcom oggi vive un momento importante.
Ad una settimana dal congresso straordinario che ripristinerà equilibri e ruoli nell’Organizzazione occorre riportare al centro i lavoratori. A partire dalle principali vertenze che seguiamo, come sempre, da protagonisti come Edenlandia e Trianon. Ma anche nei call center come Almaviva, Assist, Visiant, Gepin Contac, Telecontact center per non dimenticare ovviamente Vodafone, Wind, Tim e Telecom.
Ma anche nell'Industria, nei settori poligrafici, nel mondo dello Spettacolo e del Cinema, nella Rai e nelle emittenti radio e tv locali e new media network la Uilcom saprà essere presente, dal 18 luglio in avanti, per dire ai lavoratori ed alle aziende "Noi ci siamo e da protagonisti…come nostro solito!”

E questo, lasciatemelo dire, nonostante le sirene, i guastafeste, i falchi e i detrattori di ogni genere che, in questo settore come altrove, ahimè abbondano con quel sorriso sarcastico stampato in volto.

Ma, come si dice in questi casi, "risus abundat in ore stultorum". E noi della Uilcom, tutti insieme classe dirigente e base militante, questo lo sappiamo bene.

Con la Grinta di Sempre,

Gigi Mercogliano



venerdì 14 gennaio 2011

14 Gennaio 2010 - 14 Gennaio 2011. E' passato un anno dal congresso e siamo sempre qui: auguri Uilcom Campania!

Questa mattina ho ricevuto una mail che mi ha ricordato che esattamente un anno fa si celebrava a Napoli il congresso Uilcom che segnava la svolta rispetto al passato, con l'elezione di un segretario generale giovane, Massimo Taglialatela, che ha impresso uno slancio in avanti a tutta la Uilcom Campania che mai si era visto prima.
Si sa, i cambiamenti sono difficili a determinarsi ma, ancor di più, a digerirsi. E tanti sono coloro che hanno ancora il "riflusso gastro-esofageo" e non solo all'esterno della nostra Uilcom.
L'anno di lavoro appena trascorso è stato per me un anno molto importante. Inanzitutto, ho preso in mano le redini di un lavoro che non era mai stato fatto prima, se non in maniera occasionale, e l'ho fatto diventare un vero e proprio settore organico alla Uilcom Campania.
Sto parlando dell'Ufficio stampa Uilcom Campania che il nuovo segretario generale mi ha chiesto di organizzare e, visti i miei trascorsi di giornalista, di assumerne la responsabilità.
E' stato fatto un gran lavoro di raccordo tra l'istituendo Ufficio stampa, i vari segretari regionali a cui è stato chiesto di far capo a me per la diffusione alla stampa delle informazioni relative alle aziende o ai comparti che presiedono e la segreteria organizzativa che, in maniera impeccabile, funge anche da "data base" del lavoro prodotto dall'Ufficio stampa Uilcom Campania.
E' stato, quindi, creato un blog, http://ufficiostampauilcomcampania.blogspot.com/ che ha il duplice scopo di fungere da strumento di consultazione operativo sia per i giornalisti che per i dirigenti della Uilcom e, più in generale, per tutto il mondo Uil e per i lavoratori. Abbiamo cercato il rapporto con tante nuove testate, molte web redazioni e siti internet che fungono da agenzia di stampa on-line, prassi questa oggi molto diffusa e che, per il futuro, rappresenterà il fulcro dell'attività giornalistica.

C'è stata poi, per quel che riguarda il mio impegno puramente sindacale nella categoria, la gestione di due grandi fronti caldi: la crisi del Teatro Trianon Viviani di Forcella e la gestione della crisi del parco giochi e divertimenti di Edenlandia e dello Zoo di Napoli, oltre ad un impegno costante e volenteroso nel comparto del cinema e dell'industria poligrafica, settori dove la Uilcom era completamente assente ed oggi invece c'è.
Sullo sfondo di questo impegno ufficiale, ho proseguito nella gestione della vertenza interinali-stabilizzazioni nei call center, cerando laddove possibile il confronto e il sostegno dele istituzioni. Laddove invece non si è riusciti a stabilire un dialogo con le aziende e le istituzioni locali, abbiamo deciso, nostro malgrado, di indirizzare i lavoratori a vertenza e tanto lavoro di sinergia, organizzazione e supporto è stato fatto di concerto con l'ufficio legale Uilcom Campania.

Di personale c'è da dire che, nonostante i tanti impegni su svariati fronti, in questo anno appena trascroso sono riuscito anche a portare a termine i miei studi conseguendo la laurea in Scienze della Comunicazione e presentando una tesi in Psicologia della Comunicazione sindacale la cui prefazione è stata firmata dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

Tanto ancora c'è da fare, la strada è molto lunga ma, statene certi, abbiamo inserito l'overdrive, ormai non ci ferma più nessuno!

Auguri Uilcom Campania!

Con la Grinta di Sempre,

Gigi Mercogliano

mercoledì 17 novembre 2010

I 32 SCATTI DELLA TRE GIORNI DI CHIANCIANO: LA UILCOM CAMPANIA TRA MILITANZA E PASSIONE!

E' la squadra che conta. Il singolo, per quanto capace, alla fine è un uomo solo!



Ciao a tutti.

A volte mi prendo qualche pausa e non aggiorno con costanza il Blog. Molti mi chiedono che fine abbiano fatto i miei commenti alla vita sindacale ed all'attualità, in generale, riguardante un pò tutto quello che succede non soltanto nella nostra categoria e nel nostro mondo sindacale.

Come molti di voi sapranno, la scorsa settimana siamo stati impegnati a Chianciano nella tre giorni che ha chiamato a raccolta da tutta Italia, come tradizione, tutte le Rsu/Rsa/Rls della Uilcom e tutti i quadri e dirigenti delle varie Regioni. Il dibattito è stato molto ricco di spunti e interessante. Quest'anno lo slogan della manifestazione è stato "Dalla divisione alla condivisione"  e l'immagine scelta è stata quella della piramide rovesciata, a voler rappresentare che il singolo gioca per la squadra e chi si sente individuo a sè, centro unico dell'universo e unica anima del tutto resta, alla fine, tristemente da solo.

Ne sappiamo qualcosa noi della Campania...a buon intenditor, poche parole!

In 32 scatti vi offro la mia "cronistoria" della tre giorni di Chianciano, trascorsa come sempre tra militanza e passione.

Buona visione!


...all'andata, nel "pullman della speranza"...da sinistra: Pierpaolo Bacco del Gau di Wind, Francesco Sanna, Rsu Telecom Italia e Francesca Fico, Rsu Visiant Arzano (NA)


Carmen Caliendo Rsu Almaviva Contact e Raffaele Vona Rsu Vodafone alle prese con le "extension"!

Bruno Di Cola e Luigi Angeletti a confronto con le Rsu Uilcom

La Squadra Uilcom, tra volti noti e new entry!

Bruno Di Cola intervista i manager di Vodafone, Mediaset e La Stampa sul futuro delle relazioni industriali nel Paese

Emanuela Salvatore, Rsu Gepin Contact, Carmen Campanini, Rsu Gepin Contact e Giorgio Barca, Rsu Almaviva Contact

Max Siragusa, Rsu Almaviva Contact


Raffaele Vona, Rsu Vodafone e Carmen Caliendo, Rsu/Rls Almaviva Contact in un momento di alta "passione" sindacale


Max Siragusa appena "sconfitto" da Carmen Caliendo

...contro la Caliendo non c'è partita: anche Francesca Fico si arrende alla sua "mastria"!


...e alla fine tutti a lezione di biliardo da Carmen Caliendo!


Giorgio Barca insieme a Maria Luisa Lanzaro, tesoriera Uilcom Campania

Raffaella Masi, detta "RAFFA", il cuore della Uilcom Campania!

Io e la "Tesoriera"!

Io e il mio "tormentone"

Io e la Carmen, nuova Rsu di Gepin Contact

Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom Campania, interviene all'Assemblea Nazionale di Chianciano


Un momento dell'intervento di Massimo Taglialatela

La platea di Chainciano, tra Rsu storiche, segretari generali e volti nuovi

Un momento del dibattito sulle relazioni industriali del futuro presieduto da Bruno Di Cola, segretario generale Uilcom

Massimo Taglialatela e la generazione giovane della Uil Comunicazione della Campania





Massimiliano Grimaldi e Peppe Varchetta, Rsu Visiant con Emanuela Salvatore, Rsu Gepin Contact


L'Intervento conclusivo di Bruno Di Cola

Carmen Campanini e Emanuela Salvatore: il futuro è donna...nei call center!

Il Padre  morale della Uilcom Campania: il nostro grande "Mister X della Tana delle Tigri", Alessandro Cincimino

volti stanchi sulla strada del ritorno...

...forse un pò troppo stanchi!

mercoledì 29 settembre 2010

MENO FISCO PER IL LAVORO, PIU' LAVORO PER L'ITALIA: CISL E UIL IN PIAZZA A ROMA IL 9 OTTOBRE!


Mentre tutti si domandano che fine abbia fatto la politica italiana, troppo impegnata ad inseguire le "offshore" di Fini, le "damigelle" di Berlusconi offerte in "omaggio" di recente a Gheddafi e le cucine della Tulliani e attendendo sempre invano qualcuno che ha fatto del "NO" a tutto e a tutti il proprio credo spacciandosi così per "finto rivoluzionario" e carpendo la buona fede di tanti lavoratori onesti, c'è chi nonostante tutto ha ancora voglia di rappresentare il disagio di questo paese e di portare in piazza la "proposta" più che la "protesta".

"Meno Fisco per il Lavoro e più Lavoro per l'Italia" è lo slogan di alto impatto mediatico che CISL e UIL, insieme, proveranno a tradurre in proposte concrete dal palco della manifestazione unitaria che si terrà a Roma in Piazza del Popolo sabato 9 ottobre alle ore 10.30.

Dopo aver trascorso l'estate ad osservare come i media hanno provato, a volte purtroppo riuscendoci, a monopolizzare la cronaca "gossippara" - solitamente terreno fertile di vip e veline di ogni genere - con la "triste" e vergognosa storia tipicamente italiana del buttare fango addosso all'avversario politico del momento e dopo aver preso atto che, in assenza di una politica vera e che faccia sentire con forza la propria voce, gli industriali di questo paese ne approfittano immediatamente per fare "i pocri comodi loro", Bonanni e Angeletti, segretari generali di CISL e UIL hanno compreso che dovevano da subito occupare lo spazio lasciato libero dalla politica per caratterizzare e riempire di contenuti un autunno molto caldo che, altrimenti, sarebbe stato appannaggio dell'ennesimo teatrino italiano della vaquità e del nulla eterno.

Fisco e lavoro sono argomenti che devono essere messi in cima alla lista dell'agenda politica italiana. Parlare di fisco suggerendo, anzi, chiedendo a gran voce che il cuneo fiscale sulle imprese sia ridotto se non addirittura del tutto abolito e, nel contempo, chiedere che finalmente si intervenga in maniera concreta sulla pressione fiscale sul lavoro dipendente, sulle buste paga dei lavoratori, significa vedere con gli occhi di chi li vive i reali problemi del paese. Oggi il problema della politica è proprio questo: non riesce a vedere con gli occhi della gente, non riesce a ragionare con le tasche delle famiglie, non fa i conti con le pensioni basse degli anziani e con i disagi che i tagli alle pubbliche amministrazioni, specialmente al Sud, creano ai più bisognosi.
E non serve, in questo frangente, agitare gli stemmi di partito o fare ricorso soltanto allo strumento, seppur indispensabile, dello sciopero: per incidere davvero nel cambiamento, anzi, per determinarlo occorrono proposte e riforme. Come quelle che devono portare il Governo a comprendere che i salari da lavoro dipendente e i redditi da pensione devono essere sostenuti anche con incentivi alle famiglie, specialmente quelle con figli o con disabili, quelle monoreddito o quelle nelle quali il capo famiglia è un pensionato e i figli sono ancora alla ricerca di una prima occupazione. E questo tipo di famiglie sono la maggioranza del paese. Quel paese che non è distante anni luce dal cuore della politica: basta affacciarsi al balcone di Palazzo San Giacomo o Palazzo Santa Lucia (per quel che riguarda Napoli e la Campania, sedi rispettivamente dell'amministrazione comunale e regionale) per vedere che il paese arranca, fa fatica a far quadrare i conti, stenta e a volte si arrende, rinunciando piuttosto che perseguendo il miglioramento della propria vita e il diritto ad avere diritti. Cisl e Uil questo lo hanno capito da tempo.

Il 9 saremo a Roma con gli striscioni e le bandiere del popolo della Uilcom al fianco di Angeletti, il nostro segretario generale, per portare la testimonianza della nostra categoria all'interno della quale forse si avverte maggiormete il bisogno di una politica fiscale in grado di restituire un pò di fiato ai tanti precari, part time, lap e apprendisti che la popolano, specialemente nei call center. Ma anche ai tanti cassintegrati, lavoratori in mobilità o ex lavoratori che, a fronte della chiusura della propria azienda, non hanno nemmeno avuto accesso agli ammortizzatori sociali. Un esercito di giovani - in certi casi anche di tanti meno giovani - che con stenti e sacrifici in una città "perduta" come Napoli ancora insistono a volersi "guadagnare il pane quotidiano" onestamente, piuttosto che cedere alle lusinghe della camorra che sono visibili senza messaggi occulti ad ogni angolo di strada. Noi, con la nostra "militanza", proviamo a dare a questi giovani una speranza.
Il sindacato sta provando a fare la sua parte. La politica ritorni a fare la sua.

"NON ILLUDETECI PIU'!

E' questo lo slogan che porteremo il 9 ottobre in Piazza del Popolo, a Roma, in nome dei tanti precari dei call center di Napoli e Provicia e della regione Campania ma anche in nome di tutti quei lavoratori degli altri settori che rappresentiamo come lo Spettacolo, la Produzione culturale, l'Ippica, i cartai e cartotecnici e i poligrafici, l'industria cinematografica e i quotidiani e le agenzie di stampa che ricadono nel nostro settore.


Con la Grinta di Sempre,

Gigi Mercogliano

clicca sul link per vedere li spot della manifestazione su UILWEBTV:

mercoledì 25 agosto 2010

FERMIAMO LA DERIVA LIBERISTA IN CUI STA SPROFONDANDO IL PAESE: LA POLITICA, SPECIALMENTE QUELLA MERIDIONALE, FACCIA LA SUA PARTE!

La vicenda dei tre delegati della Fiat di Melfi, che in questi giorni ha tenuto banco ed ancora interessa le cronache dei principali media del Paese, ci fa riflettere su cosa realmente stia accandento nel mondo delle imprese italiane. Nel corso di un'estate torrida, caratterizzata dall'indagine di Feltri sull'acquisto della cucina della Tulliani e di Fini, dagli incindenti sempre più in aumento a causa di droga ed alcol che nessuno, nonostante le strette sulla patente a punti e sulla velocità, riesce a controllare e dai soliti servizi "insipiti" sulle reti televisive dei "nudi d'autore" dei vip sulle spiaggie italiane al sole e al lusso, c'è voluto l'intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per rendere degna di interesse una vicenda che, altrimenti, avrebbe occupato le pagine interne di Repubblica e Corriere della Sera e a cui avrebbero dato dignità soltanto Liberazione e Il Manifesto. Del mondo operaio, infatti, nel bel paese, il paese dei "naviganti e dei poeti", nessuno se ne frega più nulla. I lavoratori italiani sono alla mercè di imprenditori senza scrupoli che hanno deciso di prendere a sassate la Costituzione e la legge 300 (Statuto dei Lavoratori) per rendere le loro fabbriche più competitive ed in linea con i parametri di profitto e redditività di una Europa sempre meno incline alla sua storica vocazione di patria del Diritto e dello Stato sociale e sempre più votata ad un sistema che immetta maggiore liberismo nella gestione delle imprese e che, in nome della "libertà di impresa", sfrutti sempre di più i lavoratori e la concorrenza, anche quella sleale e libera da vincoli legislativi di alcun tipo. E il paradigma mediatico che viene utilizzato per fare leva sulle coscienze - profittando, in questo, di un'azione praticamente assente della politica che anzi, in alcuni casi, è partigiana di questo terribile disegno senza regole e freni - è quello solito della possibilità di creare nuove e più importanti opportunità di sviluppo e di occupazione per il paese, specialmente nelle aree depresse del Mezzogiorno. Già, il Mezzogiorno. E' infatti al Sud che i nuovi "capitani d'impresa" alla Marchionne concentrano il loro affondo contro i lavoratori e i diritti con la "connivenza complice e colpevole" della politica nazionale e locale, consapevoli del fatto che se i tre delegati sindacali non avessero tentato di rientrare in una fabbrica del Sud come Melfi ma la vicenda si fosse consumata in una fabbrica del Nord, fuori dai cancelli non ci sarebbero state le poche bandiere di CGIL CILS UIL ma una distesa di fazzoletti verdi e bandiere della Lega Nord, con Bossi & soci dinanzi ai tornelli a gridare all'imprenditore "ce l'abbiamo duro e tu i lavoratori li fai rientrare subito o sono botte, cazzo!" Sapendo anche che se l'impresa avesse fatto il muso duro dal giorno dopo si sarebbe ritrovata fuori da ogni forma di sostegno pubblico di cui le azienda italiane del Nord, Fiat in testa, beneficiano attingendo ai vari fondi nazionali ed europei gestiti dalle Regioni di Veneto, Lombardia, Piemonte dove la Lega è maggioranza di Governo. E mentre tutto questo accade, quelle stesse aziende che al Nord temono la Lega, al Sud si ritrovano dinanzi un territorio storicamente vilipeso e delle cui risorse si è fatto bottino da anni e che non ha nella classe dirigente locale lo stesso tipo di atteggiamento difensivista delle proprie fabbriche e dei propri territori che invece si incontra in Padania. Succede così che, sotto il ricatto della delocalizazione e della concreta possibilità di mettere in mezzo ad una strada centinaia di famiglie, la politica locale lasci ad un'azienda che ha fatto del sostegno pubblico la leva sulla quale scaricare per anni il "rischio di impresa" la possibilità di cambiare senza leggi e senza etica le regole del gioco, impoverendo così quelle stesse famiglie e tutto il territorio circostante. E a questo punto l'azienda si permette anche il lusso di non rispettare una sentenza di un Giudiche che, anzi, viene vista come una intromissione in una vicenda privata, fortemente lesiva cioè di un diritto, il diritto alla "libertà di impresa". Quello si che va difeso! E per difenderlo non tarda ad arrivare, quasi come un contraltare a quello del Presidente della Repubblica, il messaggio della "lady di ferro" d'Italia, Emma Marcegaglia, leader degli imprenditori italiani che difende la scelta dell'azienda di non consentire il reintegro dei tre lavoratori nonostante la sentenza del Giudice parli chiaro. Ed allora? Ed allora succede che un accordo sindacale è legge e guai a chi non lo rispetta. Per una sentenza di un Giudice, invece, si può procedere con l'interpretazione, al punto che il paradosso di queste ore è il fatto che il sindacato debba richiedere al magistrarto di chiarire nel dettaglio i termini della sentenza per consntire alla forza pubbllica di renderla esecutiva. E' legittimo chiedersi: ma se una sentenza va interpretata, perchè non ridiscutiamo tutti i processi? Vuoi vedere che qualcuno che, ad esempio, è in prigione da anni con il beneficio dell'interpretazione magari può sperare in una differente collocazione, o no?
Paradossi di questa nazione allo sbando.

L'appello che in queste ore andrebbe rivolto alla Politica italiana, specialmente a quella meridionale, che invece è distratta dalla vicenda di Montecarlo e dall'estate burrascosa nella maggioranza di centro destra dovrebbe essere quello di intervenire duramente nei confronti non tanto di un'impresa che non rispetta le regole e che ignora finanche le sentenze di un Giudice, quanto nei confronti di un tentativo di cambiare profondamente il sistema di relazioni sindacali in Italia, trasformando il Sindacato italiano, l'unico in tutta Europa ad avere ancora una forma ed un'ispirazione novecentesca, in un mero sottoscrittore di accordi definiti innovativi ma che di innovativo hanno soltanto l'abbassamento dei diritti e delle tutele rispetto a quelle conquistate proprio nel Novecento con lo Statuto dei Lavoratori. E' vero che occorre cambiare il sistema Paese con una spinta profondamente riformista e, con questo, è utile rivedere anche il sistema che disciplina i rapporti tra il Sindacato e le imprese. Ma pensare di relegare il diritto e, con esso, il diritto alla rappresentanza in un angolo - facendo del sindacato un'istituzione che, già vecchia nelle forme e nelle classi dirigenti, non potrebbe far altro in questo modo che incamminarsi  velocemenete sulla strada del tramonto - sarebbe pura follia e sarebbe un suicidio anche per le imprese. Queste, infatti, otterrebbero mano libera da un lato ma, in molti casi, perderebbero anche un alleato - quale è stato proprio per Fiat il Sindacato durante tutto il corso della parte finale del '900 - che è sempre pronto ad attivaresi presso le istituzioni locali e nazionali per salvare un'impresa in crisi e favorire l'intervento della politica nelle vertenze delicate che l'imprenditore da solo non riuscirebbe ad affrontare. La vicenda Telecom, gestita con maestria da Slc Fistel e UILCOM la dice lunga e dimostra che, demagogia a parte, quando sindacati e impresa hanno veramente volontà di sedersi ad un tavolo e dialogare fino in fondo, le soluzioni si trovano e insieme si rilancia l'intero agglomerato aziendale, senza sacrificare con questo salario, posti di lavoro e diritti. E senza che nessuno giudice sia costretto a sostituirsi alle parti prendendo decisioni che, altrimenti, sarebbero state negoziate e calate all'interno di un tavolo di confronto.
E' questa la strada maestra da seguire. Non certo quella dei ricorsi alla forza pubblica, alla magistratura o della libertà di impresa a tutti i costi, pure a danno della legge e della Costituzione. Il Sindacato italiano, pur tra mille intoppi e mille contraddizioni, sta provando a fare la sua parte. Telecom insegna. Ma anche Tirrenia, e la stessa Fiat sono testimonianze di come, nonostante le posizioni divergenti, il sindacalismo italiano abbia compreso che occorre riprendere unitariamente la strada per riformare insieme il sistema.

Che anche la Politica faccia la sua parte, ritornando finalmente ad avere il predominio ed il governo sull'economia!

Con la Grinta di Sempre,

Gigi Mercogliano